soft skills
Le soft skills non si insegnano: si riconoscono

Quante volte in ufficio abbiamo sentito dire “sei troppo precisa”, “sei troppo diretto”, “ci pensi
troppo prima di decidere” — come se fossero difetti da correggere?

Negli anni, lavorando come orientatrice e come consulente di comunicazione, ho imparato una cosa:
quasi mai il problema è la caratteristica in sé. Il problema è il contesto sbagliato. La stessa
“ossessione per i dettagli” che in un ruolo sembra un limite, in un altro diventa la competenza più
preziosa del team.

Con le persone che seguo singolarmente lo vedo di continuo: raccontano di sé usando il linguaggio di
chi le ha giudicate, non quello di chi le ha capite davvero. E la stessa dinamica, moltiplicata per
dieci o venti persone, la vedo dentro le aziende — team che lavorano fianco a fianco da anni senza
sapere davvero su cosa possono contare gli uni degli altri. E a volte nemmeno su cosa possono
contare loro stessi.

Per questo negli ultimi mesi ho iniziato a portare questo lavoro anche dentro le organizzazioni, non
solo nei percorsi individuali che curo da tempo. Un percorso di consapevolezza sulle soft skills
pensato per i team: fatto di esercizi pratici, non di teoria da slide, per imparare a leggere in
modo diverso ciò che spesso viene scambiato per un limite.

Se sei un’azienda e ti riconosci in questo – un team con tante competenze tecniche ma poca
consapevolezza di sé – scrivimi, ne parliamo.