Cambiare lavoro: una strada possibile

Il  percorso professionale di ognuno di noi può essere caratterizzato da picchi di successo, tranquille vallate di normalità ma anche  da  aree stagnanti. Se siete in questo momento a galleggiare nello stagno e avete una gran voglia di saltarne fuori seguitemi in questo articolo in cui vi racconterò  come è possibile ridisegnare la vostra carriera ed essere più felici.

Vi parlerò di come fare networking mi ha aiutato a immaginarmi in un ambito professionale diverso, grazie alle figure di donne e uomini che erano un passo avanti a me professionalmente e alle quali mi sono ispirata.   Ospiterò a breve nel blog le voci di alcune professioniste che si sono messe in gioco con determinazione e hanno conseguito i loro obiettivi. Sono convinta che le loro storie saranno di ispirazione per molte di voi.

Un po’ di storia personale

Partiamo col dire che le persone sono un po’ come le piante. Le piante sono capaci di vivere un tempo molto lungo in condizioni climatiche avverse. Sono tenaci, si orientano verso la luce, fanno crescere i loro rami in modo da evitare  gli ostacoli.

Tutto questo lo facciamo anche noi, solo che non ce ne rendiamo conto. Un giorno ci svegliamo, ci viene voglia di cambiare la nostra vita e ci sembra che sia un’idea improvvisa. Ma non lo è. Ha preso forma nel tempo, grazie al nutrimento che abbiamo ricevuto dai libri, da una conversazione arricchente, da uno spettacolo teatrale che ci ha colpito o da chissà che cosa. Dobbiamo quindi avere fiducia in questa nostra capacità di assorbire gli stimoli esterni, sintetizzarli e farne nuova linfa vitale.

Per me il cambiamento sotterraneo è iniziato tanti anni fa ma quello visibile  si è manifestato mentre facevo la trascrittrice volontaria per TED.  Sapevo che volevo trasformare in qualche modo il mio lavoro ma ancora non avevo le idee chiare, per cui nell’attesa avevo deciso di occupare il tempo per una giusta causa. Sottolineare gli speech mi piaceva, le tematiche erano interessanti e il tono coinvolgente.  Ascoltando gli speech ho ampliato il mio punto di vista, mi sono iscritta  a piattaforme che altrimenti non avrei conosciuto.

Sono entrata  in alcune community, mi sono confrontata  con altre persone e nel dialogo con loro ho sentito rafforzare la mia voglia di intraprendere un percorso lavorativo diverso, tutto disegnato su di me. Ho letto, scandagliato la rete alla ricerca di informazioni e nuovi stimoli. Mi sono iscritta ad una  newsletter e poi  ancora a un’altra, incuriosita da un commento sui social, da un tag su Instagram.  

Si è venuto a creare un filo sottile tra una newsletter e un gruppo facebook, tra un collegamento LinkedIn e quello successivo, così che mi sono trovata nel giro di pochi mesi a essermi costruita una piccola rete di persone che portavano valore, condividevano saperi. Grazie al loro contributo   mi stavo dirigendo  in avanti verso il mio obiettivo.

Consigli utili per una nuova avventura

Se vi siete un po’ immedesimati nel mio racconto e anche voi vi sentite in un momento di trasformazione vi do un po’ di suggerimenti: tenete d’occhio  il sito donna in carriera di Arlinda Laska. L’ho trovato utilissimo per gli strumenti pratici che fornisce, template scaricabili e indicazioni concrete su come re-immaginarsi professionalmente. Come lei stessa scrive nel suo blog, Arlinda Laska da circa un decennio vive, osserva e studia “il mondo del lavoro con un occhio e un piede su 3 mercati diversi: quello inglese, quello americano e quello italiano”, per cui rappresenta un punto di vista da non sottovalutare.

Mentre siete a immaginare il vostro nuovo ruolo lavorativo non dimenticate mai la formazione in ambito gestionale e finanziaria necessaria per ricoprire quella posizione. Nel nostro paese manca un’educazione alla gestione del denaro e soprattutto nelle donne si evidenzia una forte carenza di strumenti in quest’ambito. Se però vogliamo far crescere la professionalità femminile è necessario partire da  un rapporto ben impostato con le proprie finanze.

 Un’iniziativa lodevole in questo senso è quella portata avanti da Unioncamere Firenze, con i corsi gratuiti rivolti alle donne e che trattano tematiche come la negoziazione, i compensi, il risparmio e gli investimenti. Il programma rappresenta un progetto pilota che fa riferimento a uno stanziamento di fondi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per cui mi auguro che a breve siano  promosse realtà analoghe anche in altre zone d’Italia.

Se pensate di intraprendere la strada della partita iva  sappiate che entro il mese di Luglio la Regione Toscana propone voucher per la  formazione gratuita. L’iniziativa , inserita nel Programma Regionale FSE Plus 2021-2027 è un’occasione per acquisire competenze così da operare al meglio nella libera professione. Sempre in Toscana,  per le donne libere professioniste o imprenditrici  è previsto un percorso di mentoring affidato ad agenzie formative e volto a  trasferire competenze manageriali.

Sono  solitamente numerose le politiche di sostegno nazionale all’imprenditoria femminile, anche se in questo momento per chi intende fare impresa non ci sono molti  fondi disponibili. Lo sportello del  Fondo Impresa Femminile infatti, creato nel 2022  e al quale sono stati destinati 200 milioni di euro, è stato subissato di domande, tanto che a giugno 2022 le risorse sono terminate.  E’ però stato nuovamente finanziato  con 108 milioni di euro il fondo “Smart&Start Italia” per la nascita e la  crescita delle startup.

Esistono inoltre associazione che sostengono l’innovazione, fornendo alle imprenditrici formazione specifica, azioni di networking e occasioni di visibilità. Tra queste, vi segnalo Gammadonna, promotrice dell’omonimo premio fin dal 2004.

Salutiamoci con una riflessione

Quali domande vi ha suscitato il tema di questo articolo? Desiderate sempre cambiare strada o preferite rimanere nella vostra confort-zone? Sappiate che non c’è nulla di male nel mantenere lo status quo, basta che sia una scelta consapevole. Se invece desiderate delle novità nella vostra vita, a che punto siete  del processo di cambiamento? Quali sono stati i contributi esterni che vi hanno spinto a desiderare di cambiare?

Ricordatevi la metafora della pianta: ciò che al momento sembra silente magari sta germogliando sotto terra. Fatemi  sapere qualcosa di voi nei commenti. La vostra opinione e la vostra storia mi interessano.

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