Mi capita spesso di parlare con chi vorrebbe mettersi in proprio ma ha molti dubbi e paure al riguardo. Tra queste troviamo la paura di aprire l’attività e poi non riuscire a fatturare. Al di là del mancato guadagno, quale sarebbe la tassazione applicata in quei casi?
Quasi nulla, poiché nel nostro Paese le tasse vengono calcolate proporzionalmente a quanto si guadagna. Resta quindi l’incognita del guadagno, ma se abbiamo fatto bene il nostro business plan e sappiamo muoverci nei confronti dei nostri potenziali clienti in realtà il problema si risolve nel giro di poco tempo.
Altra nota dolente: le spese fisse di un’attività in proprio. In effetti esistono, si possono calcolare intorno ai 200 euro tra bolli vari per aprire l’attività (in alcuni casi da rinnovare annualmente). Per i titolari di una ditta individuale va considerato il contributo fisso alla gestione artigiani o commercianti che si aggirano intorno ai 5000 euro.
Nel caso ci interessi fondare una srl è importante sapere che i costi fissi sono leggermente maggiori.
E se ci si ammala ? Per il lavoratore dipendente ci sono i giorni di malattia, ma chi lavora in proprio come fa? In realtà esistono delle forme di tutela anche per loro. Nel portale inps dedicato alla gestione separata leggiamo che nel caso di malattia o degenza ospedaliera gli iscritti hanno diritto ad un’indennità economica. Tali somme spettano solo se risulta accreditato nei 12 mesi precedenti all’evento, almeno un mese di contribuzione piena alla Gestione Separata.
Fugati alcuni dei principali dubbi spero adesso che il vostro progetto imprenditoriale possa partire. Fatemi sapere nei commenti se siete pronti a immaginare il vostro nuovo futuro professionale!