Parlare con Denny Casini è un po’ come ascoltare una canzone dei Depeche Mode, parte lentamente ma poi ti porta con sé a esplorare le anse più profonde del mare. Formatasi a Padova, presso la Scuola Italiana Design nel 2010, vanta nel suo curriculum collaborazioni illustri con aziende italiane e straniere e partecipazioni a vari concorsi di design.
Si descrive come una professionista eclettica, interessata alla grafica e al design in tutte le sue forme.
Il suo studio creativo si occupa di grafica, branding e design a 360°, con la progettazione di loghi, immagine coordinata, cataloghi, packaging e siti internet, passando dalla progettazione di complementi d’arredo e interior design con rendering fotorealistici. Lo studio offre una vasta gamma di servizi per soddisfare le più specifiche esigenze dei suoi clienti grazie a una rete di collaboratori che ha costruito negli anni.
Raccontaci un po’ di te: preferisci lavorare da sola o lavorare in rete?
Sono decisamente un animale sociale, a partire dalle amicizie fino a toccare tutti gli aspetti della mia vita, lavoro compreso. Prima di scegliere la libera professione ho avuto esperienze di lavoro in team all’interno di aziende importanti che mi hanno formato e arricchito molto.
Sono una persona che ama stare in gruppo e fare squadra. Il mio desiderio è avere uno studio creativo più grande per poter lavorare insieme a professionisti del digitale e del marketing, creando valore fra persone, per proporre un’offerta ampia e solida di servizi.
Come te lo immagini il tuo futuro studio?
Un posto grande, un luogo in cui possiamo lavorare insieme in maniera creativa, accogliere i clienti. Un open space, stile industrial, una struttura importante e sicuramente molto luminoso.
Sono incuriosita della tua permanenza londinese, me ne vuoi parlare?
Dopo essere stati cinque anni a Padova per studiare nel 2010 appena laureati io e il mio compagno siamo andati a Londra. Sono stati anni in cui abbiamo fatto tante esperienze lavorative, conosciuto tante persone, viaggiato. Un pezzo del mio cuore è là.
A Londra ho fatto due stage fondamentali per il mio percorso lavorativo. Il primo da POPAPPSHOP Ltd., un’agenzia di marketing e comunicazione molto innovativa e dinamica ,specializzata in eventi e realizzazione di temporary store. Il secondo da The Great Outdoor Gym Company si occupano della progettazione e produzione di palestre per esterni. Con loro mi sono occupata sia della creazione di elaborati grafici che della ideazione di nuovi prodotti.
E poi però siete rientrati in Italia..
Siamo tornati in Italia a maggio del 2015 e ci siamo dovuti ricostruire. Abbiamo trovato subito lavoro ma con contratti a termine. Io ho avuto una bella esperienza lavorativa con Mario Luca Giusti a Firenze prevalentemente nella progettazione di accessori per la tavola e home decor ma anche nel settore grafico perché si usciva spesso su riviste di settore e periodici. Nel 2018 è nato Martino e ho scelto di aprire partita iva e diventare quindi libera professionista per meglio conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia.
Parliamo dell’equilibro tra lavoro e vita personale. Come organizzi la tua vita?
Il mio studio è aperto dalle 9.00 alle 16.00, salvo appuntamenti urgenti con i clienti, mi metto proprio degli orari che mi consentano di andare a prendere mio figlio a scuola. Mi sono organizzata la vita in modo da poter lavorare ma anche trascorrere del tempo con la mia famiglia.
Sono sempre stata una donna indipendente, ho iniziato a lavorare molto presto. Diventare mamma mi ha cambiato tanto, i primi anni non riuscivo a delegare. Per un po’ di tempo questa situazione ha rappresentato una battaglia interiore non da poco. Una Denny divisa in due, tra la parte che voleva lavorare e la mamma che desiderava stare con il proprio figlio. Recentemente per fortuna mi sono messa in pace quindi se c’è bisogno di stare a casa con Martino ci sto, lavoro da casa, mi organizzo e sono tranquilla.
Pensando al tuo lavoro sai dirci qual è l’aspetto migliore e quale quello più problematico?
La cosa più bella del mio lavoro è spaziare, affrontare più progetti anche molto diversi tra loro perché mi fa sempre crescere, mi dà l’opportunità di ricercare. Mi interessa la ricerca, la conoscenza. Il lavoro del design è di tipo creativo ma non siamo artisti quindi facciamo un percorso progettuale che deriva da un metodo. Nel mio lavoro non mi piace focalizzarmi solo su un settore ma cerco di spaziare il più possibile.
L’aspetto invece più problematico di lavorare sul visual è la ricerca maniacale della perfezione. Una modalità che può essere impegnativa. Nella vita reale questa perfezione è impossibile da raggiungere.
Hai dei riferimenti nel tuo ambiente professionale che ami ogni tanto osservare?
Ho partecipato a mostre di design e mi sono confrontata molto con i colleghi. Per quanto riguarda la grafica mi ispiro invece a liberi professionisti come me. Sto seguendo su Instagram alcuni profili, alcune sono persone molto giovani, altre sono mamme e imprenditrici come me. Mi piace come lavorano e comunicano, mi piace il fatto che postano sui social anche il loro privato, come lo mettano in connessione al loro percorso lavorativo.
Nei tuoi social vedo che dedichi sempre un po’ di spazio al tema della crescita personale. Vuoi dirci di più?
Si, crescita personale, automotivazione e pensiero positivo. Senza dubbio un po’ sono cambiata da quando sono diventata buddista. Il gohonzon ha dato sicuramente un’accellerata alla mia vita però io sono sempre stata fin da giovane una persona propositiva, d’azione. Proprio a Londra ho fatto un’esperienza interessante in questo senso: quando ho risposto all’annuncio per lo stage da POPAPPSHOP mi sono poi recata in sede per fare il colloquio. Mentre camminavo mi ripetevo a voce alta. “Devo avere quel lavoro!”
Quello che pensiamo, quello che desideriamo, l’energia che mettiamo nelle nostre azioni è veramente tanto importante. Poi a volte può capitare che non è la tua occasione però bisogna davvero metterci tanto del nostro. Sai, i miei quarant’anni mia hanno resa molto più consapevole. Rispetto a prima, vado più a fondo, lavoro su me stessa. E mi sono accorta che non tutti lo fanno. Proprio con alcuni post che ho fatto su instagram ho intercettato alcuni giovani che mi hanno risposto dicendomi che non si valorizzano abbastanza. Mi sento di dover esprimere un incoraggiamento. Io sono sempre stata così, fin da giovane. A diciannove anni sono andata a Londra tre mesi senza niente. Mi sono mantenuta da sola, non è stato per niente facile, a volte ho pulito i bagni in un ostello, a volte ho saltato la cena però ce l’ho fatta. Un po’ di coraggio, un po’ di follia ci sta secondo me nella vita. Io ho fatto così per cui incoraggiò sempre gli altri all’azione. Anche se va male non importa. Meglio fare e sbagliare che non fare per la paura.