Imprese al femminile in Italia: qual è la situazione?

Sebbene ci augureremmo una maggiore presenza femminile a capo delle imprese, il documento di Unioncamere del 2024 sull’imprenditoria femminile in Italia ci fornisce dei dati interessanti.

Dimensioni e trend

Nel 2023, ci sono 1.325.000 imprese femminili in Italia, rappresentando il 22,2% del totale delle imprese nazionali. C’è stata una leggera diminuzione di 11.000 unità (-0,9%) rispetto all’anno precedente. Le regioni con più imprese femminili sono Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia.

Settori in crescita e in calo   

Diminuzione significativa nei settori agricolo (-6.000), manifatturiero (-2.000) e commercio (-8.700). Si è verificato invece un aumento in settori tradizionalmente “maschili”, come le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.000), immobiliari (+1.200), e servizi di supporto alle imprese (+1.000).

Caratteristiche delle imprese femminili   

Possiamo notare che le imprese tendono ad essere più giovani: il 10,6% è guidato da imprenditrici under 35, contro il 7,9% delle imprese non femminili.

Dati preoccupanti sono la produttività inferiore del 60% rispetto alle imprese non femminili e il  minor tasso di sopravvivenza. A   3 anni dalla nascita, il 18% chiude (contro il 14,7% delle non femminili)

Tendenze positive

Crescita nelle società di capitale (+1,7% nel 2023), indicano una maggiore strutturazione aziendale. La presenza di aziende guidate da donne aumenta in settori come istruzione, sanità, attività artistiche e servizi alla persona.

Il “Piano Nazionale dell’Imprenditoria femminile” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finanziato dall’UE, è senza dubbio la principale azione di sostegno per questo settore, che comunque continua ad aver bisogno di politiche specifiche per poter proseguire la propria crescita.

Nonostante una leggera flessione nel 2023, l’imprenditoria femminile in Italia mostra segnali di evoluzione e rafforzamento, con una crescente presenza in settori ad alto contenuto di conoscenza e una tendenza verso strutture aziendali più solide. Tuttavia permangono ostacoli significativi che impediscono alle donne di realizzare pienamente le loro ambizioni imprenditoriali. È quindi fondamentale che si intensifichino le azioni istituzionali, aumentando in modo sostanziale le risorse dedicate al sostegno imprenditoriale per le donne. Questo non solo promuoverà l’uguaglianza di genere nel mondo degli affari, ma contribuirà anche a stimolare l’innovazione, la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in Italia. Investire nell’imprenditoria femminile non è solo una questione di equità, ma una strategia vincente per il futuro economico del paese.

 

 

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